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Studio Legale Tallarico

Articoli · Recupero del credito

Decreto ingiuntivo: quanto costa e quanto tempo serve

Per un credito di 10.000 euro il contributo unificato del decreto ingiuntivo è di 118,50 euro. Se il debitore non si oppone, il titolo esecutivo arriva dopo l’emissione del decreto, la notifica e quaranta giorni di attesa.

Di Avv. Giuseppe Tallarico · pubblicato il 9 ottobre 2026

Giudice di pace o tribunale

Fino a 10.000 euro il ricorso si deposita davanti al giudice di pace, oltre davanti al tribunale. Serve una prova scritta del credito; per imprese e professionisti bastano anche le fatture elettroniche passate dal Sistema di interscambio. I documenti da preparare sono descritti in Il cliente non paga la fattura.

Il contributo unificato

Per il decreto ingiuntivo la legge lo dimezza rispetto a una causa ordinaria. Gli importi, per valore del credito:

  • fino a 1.100 euro: 21,50 euro
  • da 1.100 a 5.200 euro: 49 euro
  • da 5.200 a 26.000 euro: 118,50 euro
  • da 26.000 a 52.000 euro: 259 euro
  • da 52.000 a 260.000 euro: 379,50 euro
  • da 260.000 a 520.000 euro: 607 euro
  • oltre 520.000 euro: 843 euro

Si aggiungono di regola 27 euro di anticipazione forfettaria, le spese di notifica e il compenso dell’avvocato, che riceverai in un preventivo scritto. Nel decreto il giudice liquida le spese e ne ordina il pagamento al debitore.

I tempi, passo per passo

  1. Emissione. La legge chiede al giudice di emettere il decreto entro trenta giorni dal deposito. Il termine non è perentorio e ogni ufficio ha i suoi tempi.
  2. Notifica. Hai sessanta giorni dalla pronuncia per notificarlo al debitore. Se li lasci passare, il decreto perde efficacia e devi ripresentare la domanda.
  3. Opposizione. Il debitore ha quaranta giorni dalla notifica per opporsi. Per giusti motivi il giudice può ridurre il termine a dieci giorni o portarlo a sessanta.
  4. Esecutività. Senza opposizione, su tua richiesta il giudice dichiara il decreto esecutivo. Da lì puoi notificare il precetto e pignorare.

Quando si può agire subito

Il giudice concede l’esecuzione provvisoria, che permette di pignorare senza attendere i quaranta giorni, se il credito si fonda su cambiale, assegno o atto notarile. La concede anche se il ritardo rischia di causare un grave pregiudizio o se produci un documento firmato dal debitore che prova il credito.

Un piano di rientro o un riconoscimento di debito firmato dal cliente può quindi accorciare di settimane l’intera procedura.

Se il debitore fa opposizione

Si apre una causa ordinaria in cui tocca al creditore provare il credito. Anche per l’opponente il contributo unificato è dimezzato. Alla prima udienza il giudice può rendere il decreto esecutivo se l’opposizione non si basa su prova scritta; deve farlo per le somme che il debitore non contesta, salvo che l’opposizione riguardi solo vizi di procedura.

Domande frequenti

Quanto costa un decreto ingiuntivo?

Il contributo unificato è dimezzato e va da 21,50 a 843 euro secondo il valore del credito; si aggiungono 27 euro di anticipazione forfettaria, le notifiche e il compenso dell’avvocato.

Quanto tempo ha il debitore per opporsi?

Quaranta giorni dalla notifica, salvo che il giudice, per giusti motivi, li riduca fino a dieci o li aumenti fino a sessanta.

Cosa succede se il decreto non viene notificato entro 60 giorni?

Perde efficacia. Il creditore può ripresentare la domanda.

Riferimenti normativi

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